#TasteOfMadeo : un’avventura tutta calabra

Di solito mi piace metabolizzare un’esperienza prima di raccontarla, ma questa volta voglio scriverla di getto, perché #TasteOfMadeo è stata indimenticabile.

Una vera e propria caccia al tesoro alla scoperta dei valori, degli ingredienti e dei prodotti della filiera Madeo, una realtà tutta italiana, made in Calabria, che alleva il pregiatissimo Suino nero di Calabria, coltiva il peperoncino a “naso di cane”, produce olio extra vergine di oliva DOP, e infine li mixa insieme per creare dei prodotti lavorati di altissimo livello che hanno tantissimi riconoscimenti in tutto il mondo.

L’avventura è iniziata sabato mattina, in concomitanza della Festa dell’Agricoltura e del Suino Nero, che da tre anni si svolge a San Demetrio Corone (CS), quando in hotel ci hanno consegnato una busta contenente il messaggio che dava il via a questa che sarebbe stata una bellissima giornata.  

Subito dopo, insieme a Guido e ad un gruppetto di amici blogger, siamo partiti alla scoperta di uno degli uliveti di Madeo, dove abbiamo avuto il piacere di conoscere il Sig. Ernesto Madeo, fondatore dell’azienda, e sua figlia Anna, che ci hanno raccontato la loro storia, le loro origini arbëreshë, e come un ragazzo di 18 anni, proprio Ernesto, ha creato questa realtà partendo dal suo sogno.

Dopo il racconto, Ernesto ha letto il primo indizio e tutti ci siamo fiondati alla ricerca del primo tesoro: la sacca ufficiale della festa contenente il cappello e la maglia, che a loro volta ci indicavano il trasferimento al piazzale antistante ad uno degli stabilimenti della filiera dove si svolgeva la manifestazione.

Qui c’è stato il primo dei momenti golosi, il pranzo, naturalmente con tanti piatti a base di prodotti di suino nero. La mia scelta è ricaduta su un panino con del capocollo fresco cotto alla brace con l’aggiunta di cipolle di Tropea piccanti e abbondante ‘nduja. Che ve lo dico a fare: strepitoso!

Terminato questo momento di alto godimento siamo partiti in “groppa” al rimorchio di un grande trattore che ci ha accompagnati all’interno dell’allevamento dei suini, che si trova in mezzo ai boschi. Sì, avete capito bene, questi maiali vengono all’allevati quasi allo stato brado sotto ad ulivi secolari e piscine dove posso rinfrescarsi. 

Anna, che era la nostra guida speciale, ci invitati a mettere delle tute, copricapo e calzari protettivi, non tanto per non sporcarci, ma per salvaguardare la salute degli animali in quanto non gli vengono mai somministrati antibiotici in modo da farli crescere in maniera rigorosamente naturale. Altra caratteristica importante è che i maiali non vengono forzati per l’accoppiamento, infatti all’interno dell’allevamento ci sono dei “boschi dell’amore” dove gli animali posso scegliere con chi e quando accoppiarsi. In un secondo momento, quando gli addetti si accorgono che una femmina è incita, la portano in una nursery dove avrà tempo di ambientarsi nella nuova “casa” che comprende anche una piscina, dove dopo 3 mesi metterà al mondo i propri cuccioli e rimarrà con loro per almeno 45 giorni. 

Dopo tutto il racconto Anna ci da il secondo indizio, sicuramente quello con il tesoro più emozionate, cioè il permesso di poter entrare in mezzo a questi animali e potergli far mangiare delle zucchine, di cui vanno pazzi, della nostre mani.

Terminata questa fase, si riparte alla volta di uno dei 15 campi di peperoncini, dove ogni anno vengono coltivati circa 500000 piantine, che saranno successivamente raccolte a mano da 15 donne. Dopo la raccolta, i peperoncini saranno privati del picciolo verde, lavorati da freschi, frullati e pastorizzati in modo che la polpa si mantenga per tutte le lavorazioni fino al nuovo raccolto. Anche dopo questa fase è arrivato l’indizio, questa volta veramente piccante, infatti si trattava di una sfida a chi riusciva a sgranocchiare più peperoncino di tutti… e credo di essere stato proprio io il vincitore con enorme soddisfazione e lingua infuocata.

Poco distante da questo campo, si trova una piccola cascina, dove la famiglia è solita riunirsi nelle occasioni speciali, e al suo interno di fronte ad una tavola imbandita di ogni ben di Dio,  Anna ci ha illustrato i principali prodotti della filiera Madeo: dal capocollo alla salsiccia di Calabria DOP, dalla soppressata DOP al fior di lardo, per finire con la principessa ‘nduja e il principe il prosciutto di suino nero.  

#tasteofmadeo

Anche qui arriva l’indizio, quello più divertente, quello dedicato alla sfida e al comporre il nostro panino gourmet con i prodotti Madeo e di altre realtà locali. Al 3,2,1 siamo scattati tutti nella dispensa a prendere gli ingredienti che volevamo e sono nati così tutti i nostri panini, tutti diversi per forma e per sapore. Io ho creato Explosion: pane all’olio, uno strato abbondante di ‘nduja, del pecorino, del capocollo DOP tagliato a fettine sottilissime e per finire della cicoria piccante sott’olio. Un’esplosione di sapori dall’anima calabrese per i palati più coraggiosi. Se non lo aveste capito dalla sfida del peperoncino e del mio panino, amo i cibi piccanti, e dovrei andare a scoprire se nel mio albero genealogico ci sono degli antenati calabresi che mi hanno trasmesso questo cromosoma nel mio DNA.

Tantissime sono le cose che mi hanno colpito di più di questa bellissima avventura: la passione di Ernesto e della sua famiglia, l’umanità nell’allevare questi animali, la cura nella coltivazione degli ulivi e dei peperoncini e il grande rispetto della natura, infatti la filiera Madeo è molto attenta al territorio e alle energie rinnovabili. Tutti i tetti degli stabilimenti sono coperti da impianti fotovoltaici e che all’interno di uno degli stabilimenti c’è anche un grande impianto di biogas dove le sostanze organiche (tutti gli scarti prodotti dall’azienda) vengono “digeriti” e trasformate in biogas che servirà ad alimentare gli impianti di produzione, mentre l’acqua verrà filtrata ed utilizzata per irrigare i campi e la parte solida verrà riutilizzata come concime naturale per le coltivazioni dell’azienda e dei contadini che possono prendere gratuitamente questo prodotto.

La sera durante la festa dell’agricoltura, siamo stati premiati con una menzione speciale per il nostro panino gourmet con l’attestato di “Official Taster of Madeo”.

L’indomani mattina è stata la volta della parte culturale della visita di San Demetrio Corone, dove abbiamo avuto la possibilità di visitare l’abbazia di Sant’Adriano e Natalia con una guida altrettanto speciale, Adriana, che nel suo abito arbëreshë di più di 100 anni ci ha raccontato la storia della chiesa, la storia del suo popolo e ci ha cantato brani e ballato danze tradizionali. 

#tasteofmadeo

Per concludere questo viaggio il ristorante Corsini ci ha preparato dei piatti della tradizione di San Demetrio realizzati con i prodotti della filiera Madeo.

#TasteOfMadeo è stata una full immersion calabrese veramente piacevole, ricca di sapori, valori e nuovi amici.

Se volete scoprire le storie che ho fatto durante questa #TasteOfMadeo cliccate qui, mentre se volte le mie ricette realizzate con i prodotti Madeo cliccate qui