Cena con vista Faraglioni al ristorante Le Monzù

All’interno del Punta Tragara Hotel di Capri, di cui vi ho raccontato alcuni giorni fa, si trova il ristorante “Le Monzù” dove con Guido Prosperi #ilviaggiatoreinstancabile abbiamo cenato durante il nostro soggiorno caprese.

Mi sembra doveroso partire dalla parola “Monzù”, che è la reinterpretazione del vocabolo francese “Monsieur” in dialetto napoletano, così erano chiamati i grandi chef delle famiglie aristocratiche napoletane.  

“Le Monzù” si trova al secondo piano dell’hotel, dove la sua elegante sala con le grandi vetrate si affaccia, con un differente punto di vista, su Marina Piccola e sui Faraglioni.

Come sempre, anche per questa cena, abbiamo deciso di prendere piatti differenti in modo da fare un viaggio, il più possibile completo, attraverso i sapori proposti dal giovane chef Luigi Lionetti.

Iniziamo dal “cestino” del pane, composto da tanti sapori campani, che è stato solo il preludio di quello che è stata l’intera cena: babbà con i friarielli, pane scuro di sesamo, pane bianco con guanciale,  sottilissimi crackers al rosmarino chiamati “Faraglioni”, grissini con sale e olio extra vergine di oliva, “torrettine” di focaccia con sale e rosmarino, e per finire taralli napoletani fatti con mandorle e pepe nero.

Subito dopo questo tripudio di consistenze date dalle tante varietà di “pane”, arriva il “benvenuto” dello chef: ricciola scottata con una salsa e corallo di peperone. Come antipasto delle sfere di tartare di gambero accompagnate con crema e scaglie di mandorla adagiate su una salsa all’olio extra vergine di oliva.

Differenti invece sono i primi: una perfetta pasta, patate, provola dei monti Lattari e astice per me, mentre per Guido degli strepitosi ravioli capresi ripieni di caciotta di latte vaccino, conditi con una salsa di pomodoro e maggiorana fresca.

Anche i secondi sono due: per Guido, un maialino nero casertano con prugne e cipollotto nocerino in agrodolce, mentre per me del tonno alla puttanesca con capperi, crumble di olive nere e pomodoro disposto nel piatto come se fossero i famosissimi Faraglioni.

Per preparare la bocca ai dolci, ci è stato servito un pre dessert a base di kefir e basilico semplicemente sublime. I dolci sono un Golden Capri: bavarese al limone, crumble pralinato alle mandorle, ciuffetto di cioccolato bianco, sorbetto all’albicocca con germogli di basilico e spugna all’olio extra vergine; l’altro: una sfera alla nocciola con all’interno un cremoso al frutto della passione, sorbetto all’albicocca, cialda di cioccolato bianco, crumble alle mandorle e frutti di bosco.

Dopo i dolci c’è una piccola sorpresa… una “sfera magica piena” di praline gustosissime: cioccolatino al gianduia, bignè croccante con limone e crema pasticcera, finanziere al cacao e tè matcha, finanziere al limone, tartelletta al lampone, cioccolatino alla nocciola, marshmallow pera e pepe, e per finire un macaron al lampone.

Tutte le pietanze sono impiattate con uno stile moderno ed elegante, valorizzando la bellezza intrinseca degli ingredienti e delle forme. Ogni singolo piatto è stato abbinato ed esaltato dagli ottimi vini consigliati dal bravissimo sommelier che hanno reso unico questo viaggio tra i sapori della cucina napoletana sapientemente rielaborata dallo chef Lionetti.

Dai messaggi che mi inviate  so che seguite i miei consigli e oggi sono sicuro che, dopo aver letto questa mia esperienza, inserirete una romantica cena al ristorante “Le Monzù” nel vostro prossimo viaggio a Capri.

Ricordatevi di questo ristorante di alto livello, perché secondo me, da qui a breve il talentuoso Luigi Lionetti brillerà nell’universo degli chef stellati.

Photo: Guido Prosperi #Ilviaggiatoreinstancabile