Molfetta: tra sapori e tradizioni

Come avrete ben capito dai miei racconti sia io che Guido Prosperi #ilviaggiatoreinstancabile siamo dei grandi appassionati di viaggi che ci portano a vedere tante bellezze italiane. Questa volta siamo andati in Puglia, esattamente a Molfetta, dove siamo stati invitati dall’amministrazione comunale, per scoprire i “Sapori Pasquali” della città.

Siamo partiti senza troppe aspettative e senza troppo pensare a quello che avremmo vissuto da lì a poco, solo una veloce lettura del programma di massima e tanta voglia di scoprire questa terra con tutte le sue tradizioni.

Al nostro arrivo siamo stati accolti da Luigi Vista, il giovane e talentuoso organizzatore che ha curato la nostra visita, che sin da subito ci ha fatto sentire a casa nostra. Come in tutti i miei post non vi racconterò tutto quello che ho visto, ma quello che mi ha suscitato in me curiosità ed emozione.

Una delle cose che più mi hanno colpito è che Molfetta è piena di giovani imprenditori che negli ultimi anni hanno ridato una nuova identità alla città continuando a mantenere vive le tradizioni più antiche. La settimana Santa è vissuta dalla comunità molfettese con grande intensità, ricca di manifestazioni storiche e “collaterali”.

Suggestivo lo spettacolo “Il Terzo Golgota”, andato in scena nella chiesa di San Pietro, scritto e interpretato dal bravissimo Pantaleo Annesse con la partecipazione di Felice Altomare accompagnati dalla chitarra di Vito Vilardi.

Piacevolissimo il giro per le viuzze e piazze del centro storico insieme ad Isabella De Pinto, la nostra guida, che ci ha raccontato storia, personaggi e aneddoti, facendoci vedere gli scorci più interessanti della città vecchia tra cui il Duomo, la chiesa della Morte, quella del Purgatorio, di Sant’Andrea e di Santo Stefano. Interessante anche la visita al museo Diocesano, dove, dopo tanti racconti, abbiamo fatto la conoscenza di Giulio Cozzoli creatore anche delle statue portate in processione dall’Arciconfraternita della Morte, il venerdì di Passione (il venerdì precedente alla settimana santa) e il sabato Santo.

Tante le confraternite, tante le processioni “penitenziarie”, ma sicuramente le più emozionanti sono: quella “Cinque Misteri” o del Venerdì Santo, organizzata dall’Arciconfraternita di Santo Stefano dove le prime 4 statue vengono affidate ad altre 4 confraternite della città, mentre il simulacro del Cristo Morto è riservato ai soliconfratelli vestiti con il “sacco rosso”; e quella del Sabato Santo detta anche “della Pietà” organizzata dall’Arciconfraternita della Morte.

Se, oltre alla cultura e all’arte, anche per voi la cucina è un  motivo per cui viaggiare sicuramente Molfetta farà al caso vostro. Tre sono i piatti della tradizione pasquale molfettese: “Ù pizzaridd”, un particolare panino ovale e appuntito ai lati farcito con tonno e olio d’oliva, che veniva e viene consumato come “colazione” durante la processione del Venerdì Santo, insomma uno “street food” di altri tempi; la “Scarcella”, un dolce fatto di pasta frolla, pasta di mandorle e amarena, ricoperto di glassa bianca decorata con piccoli ovetti di cioccolato e confettini di zucchero colorati; ed infine, ma non di certo per ultimo il “Calzone molfettese”, che all’occhio si presenta come classica torta salata, ma, che all’interno è una vera e propria esplosione di gusti e sapori, con ingredienti di mare e di terra, sapientemente bilanciati: “Nuzz Stupd” (pesce melù), cipolla sponsale, broccoletti, olive ed olio d’oliva.

Non sono mancate naturalmente le colazioni, i pranzi e le cena : da ricordare i meravigliosi cornetti con crema pasticcera e amarena del Cin Cin Bar (oltre a “Ù pizzaridd” e la “Scarcella” di cui vi ho parlato prima); ottime le bruschette con il capocollo di Martinafranca e il Polipo grigliato con purea patate di Beer Condicio; strepitoso il “Calzone molfettese” di Pane e Amore; fragrante e gustoso il baccalà croccante su crema di patate alla curcuma e sublimi gli “sporcamuss” con crema pasticcera di Pàlato.

Quest’avventura è stata una continua scoperta delle tradizioni di questo territorio, dove non sono mancate le ottime mangiate, le suggestive processioni, la musica, l’architettura, i musei e i tanti nuovi amici. Molfetta è questo e tanto altro, anche da vivere in tutte le altre stagioni.

Un ringraziamento particolare va agli impagabili Luigi ed Isa, al Sindaco Tommaso Minervini e agli assessori Gabriella Azzollini, Pasquale Mancini e Sara Allegretta, ai confratelli Gianluca Silvestri e Franco Stanzione, e a tutti i concittadini che hanno regalato il loro tempo per farci vivere appieno tutte le emozioni della “Settimana Santa” da veri molfettesi.

Photo: Mattia Lorenzetti, Guido Prosperi, Isabella De Pinto