Aroma: una “stella” vista Colosseo

Era da tanto che avrei voluto parlare di Roma nel mio blog, ma non c’era mai stata la giusta occasione: ora è arrivato il momento di farlo. Il primo weekend di gennaio, in occasione delle “domeniche al Museo” e del nostro secondo anniversario, io e Guido Prosperi #ilviaggiatoreinstancabile abbiamo deciso di trascorrerlo proprio nella Capitale. Abbiamo dormito all’Hotel Palazzo Manfredi (a breve vi racconterò anche di questa bellissima esperienza) e abbiamo avuto il piacere di cenare all’ultimo piano dello stesso edificio dove si trova il ristorante Aroma.

Si arriva fino all’ultimo piano in ascensore, poi poche scale prima di iniziare il viaggio ad Aroma. Già il nome è un gioco di parole che ti incuriosisce: ti ricorda che sei “a Roma” e ti lascia solo intuire l’aroma del percorso enogastronomico che inizierà da lì a poco.

Salendo l’ultimo scalino già inizi a sognare vedendo la terrazza che abbraccia il Colosseo, una vista spettacolare, magica, semplicemente senza eguali che ti lascia senza fiato per quanta bellezza hai davanti agli occhi.

Al nostro arrivo siamo stati accolti da Damiano, il maître, che ci ha fatto accomodare al nostro tavolo. Dopo aver studiato attentamente il menù, abbiamo deciso di prendere il “degustazione” in modo da immergerci completamente nel viaggio gastronomico creato dell’executive chef Giuseppe Di Iorio, accompagnandolo da una selezione di vini scelta dal sommelier.

Per iniziare la cena ci vengono serviti differenti tipi di pane, eccezionale quello alla ‘Nduja, in abbinamento ad olio extra vergine di oliva sicialiano aromatizzato al timo o al rosmarino e da due amuse-bouche: una composta da 4 appetizer (un cubetto di salmone marinato, uno di baccalà, una mini sfera di ricotta e basilico con salsa di passion fruit e un bignè di asparagi) e un tortino di ricotta mantecata con limone e zenzero, panna alla mediterranea con purea di melanzane e cavolo viola accompagnate da un calice di “Lo Sparviere”, un prosecco millesimato di Franciacorta.

Come antipasti un Polpo marinato al cavolo viola, gel di lime e zafferano con variazione di patata americana che sembra un’opera d’arte moderna sia per i colori, brillanti e decisi, sia per il contrasto equilibrato dei sapori; per proseguire con un Filetto di maiale in crosta di pane con pressatina di patate ai tre colori e salsa al cacao amaro che stimola tutte le papille gustative presenti nella nostra bocca.

Anche per i primi piatti il percorso prevede due differenti pietanze: Tagliolini, zucca, gorgonzola, perle di caviale e pane profumato al rosmarino, cremosi e delicati dove, per il mio gusto, avrei fatto sentire un po’ di più con il gusto del gorgonzola; e dei Ravioli di coda alla vaccinara su fonduta di parmigiano reggiano e mela affumicata che sono semplicemente strepitosi, una rivisitazione di un piatto tipico romano che chef Di Iorio ha saputo valorizzare ancora di più.

Per secondo una deliziosa Capesanta arrosto su centrifuga di sedano e crema di peperoni e lime impiattata con geometrie e colori accattivanti; successivamente una Fricassea di agnello con fiori di rosmarino, zucca amaretto e gel al latte di mandorla accompagnati da un Pinot Nero dalle sfumature granata di Cantina Tramin.

Come pre dessert un sorbetto di ananas con crumble di vaniglia, mentre come dolce principale un Cremoso al limone, spugna all’olio di oliva, gelato al caramello salato gel di arancia amare e yogurt, servito con un freschissimo passito “Terre siciliane” di cantina Colosi.

Meravigliosa la creatività e la fantasia di chef Di Iorio che propone sapori della cucina romana in una chiave unica e moderna.

Tutto il personale è professionale, attento alle esigenze di ogni commensale, ma mai invadente.

Tutti questi elementi combinati insieme fanno si che Aroma, una stella Michelin, sia un’eccellenza italiana nel cuore di Roma e se avete voglia di fare una cena da favola, questo è il ristorante che fa proprio al caso vostro.

Photo: Guido Prosperi #Ilviaggiatoreinstancabile